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Scritto da beppe caravita, pubblicato da Oliverio Gentile il 13-02-2006 alle 17:23
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Perdonate la lunghezza ma la vedo così:




1) Il ridimensionamento della triade.

Non so se la fase acuta apertasi con l'arresto di Fiorani sarà o no l'innesco di una esplosione a catena analoga a Mani Pulite del 1993. Non faccio il profeta.

Da quello che possiamo capire, per chi ha seguito la vicenda, la sostanza è:

Tre poteri feudali, tutti e tre fondamentalmente sottratti (e sottrattisi) al controllo della democrazia di mercato, si erano alleati negli scorsi anni per operare una ristrutturazione proprietaria della mappa del potere finanziario-economico-politico del Paese.

Una sorta di conservazione gattopardesca (facce anche nuove, ma in realtà molto antiche...) della classe dirigente (reale) attuata attraverso l'occulto, l'illegalità, lo spennamento e la truffa sui cittadini. In nome di una conclamata italianità del sistema.

Ricucci, Fiorani, Consorte e Gnutti come emergenti. Fazio, Geronzi, Ligresti, Berlusconi e D'Alema come sempiterni burattinai...Vi piacerebbe essere governati da tipi del genere? In un sistema che dà spazio e potere solo a lorsignori?

Questi tre poteri feudali, nel caso specifico, sono:

a) l'Opus Dei (Fiorani, Fazio, Geronzi....), b) il network dalemiano (Consorte, Gnutti, Bersani, Penati...), c) il network berlusconiano (Livolsi, Ricucci....)

Nomi: Bpi (punta di lancia Opus), Unipol-Hopa (punta di lancia dalemiana), Ricucci e gli altri (punte di lancia berlusconiane su Rcs-Corriere-establishment tradizionale).

Il dato di oggi, sempre per estrema sintesi, è che tutti e tre questi castelli feudali escono sconfitti e ridimensionati dalla partita giocatasi nel 2005.

Il progetto Opus di egemonia su un sistema finanziario e bancario italiano protetto e colluso è fallito. Fiorani è in cella. Fazio è, come sembra, prossimo a saltare.

Il progetto dalemiano di un centro di potere forte dentro la sinistra, una volta persa la fiducia e il controllo del Monte Paschi e di gran parte delle Coop, sta anch'esso saltando. Consorte è sotto indagine e con accuse pesanti.

Il progetto belusconiano di un radicale cambio di equilibri nel salotto buono (Rcs) per condizionare la grande stampa è finito (era la quarta volta che ci provava). Credeva che la Fiat fosse alla canna del gas, ma invece è riuscita a tenere (e forse pure a riprendersi).....

Questi mi appaiono i dati principali della situazione. Dobbiamo ancora un volta alla Magistratura (e direi anche alla tanto vituperata stampa italiana) questo esito sostanziale.

Un potere di ultima istanza, che non guarda in faccia nessuno, li ha presi di sorpresa (con le intercettazioni di questa estate) e li ha fregati.

Grazie anche alla stampa che li ha messi in chiaro alla rete degli Italiani.

Che ora si metta in moto una lunga coda di chiamate in correo (sui network di protezione dei tre poteri) mi pare possibile, speculabile, ma in fondo persino secondario.

Il punto chiave è il pesante ridimensionamento della triade sistemica. E questo apre nuove prospettive, per l'Italia.

La partita infatti era ed è intorno a un punto cruciale.

La formazione in Italia di qualcosa che da tempo immemorabile le manca: una democrazia di mercato attiva e aperta.

Un sistema equilibrato e bilanciato capace di creare ricchezza, umana e materiale. Ovvero: fiducia, partecipazione, capitale umano produttivo, investimenti.

Strano. Fummo noi in Europa a inventare mercati, mercanti e banchieri. Ma, dalla morte di Lorenzo il Magnifico in poi, non siamo riusciti a capirli. Altrove, con Calvino e Lutero (e a prezzo di tanto sangue) lo hanno fatto.

Noi, subito dopo la primavera di Lorenzo, abbiano avuto il papa Borgia spagnolo, il Valentino (il Principe, la malaugurata illusione prima di Machiavelli e poi di Gramsci) e subito di nuovo ancora il feudalesimo frammmentato....

Loro invece si sono evoluti. Hanno fatto, a nord, le loro rivoluzioni permanenti. Anche, e soprattutto, attraverso meno armati, più istituzionali, più fisiologici (e più recenti) conflitti e ricambi di classe dirigente.

Si chiamano poteri indipendenti e aperti. Ai cittadini. Si chiama democrazia.

Noi siamo sempre alle rivoluzioni sanguinose e distruttive per cambiare un po'. Napoleone a Milano, Pimentel, Murat, Carbonari e Garibaldi a morire a Roma, Pisacane, Risorgimento, Occupazione delle fabbriche del 1920 (e quindi fascismo), Resistenza e Liberazione, Mani Pulite o Fiorani (o quant'altro ci aspetta in futuro) ma sempre quello è.

Non c'è fisiologia normale in un sistema che tende costantemente a convergere verso un feudalesimo, in uno status quo gerontocratico, immobile, predatorio e colluso. E infettante sistemicamente.

E poi, giunta l'entropia (il disordine) al limite sopportabile, a erompere in una improvvisa e impreparata crisi distruttiva di vecchia classe dirigente, ma anche di fiducia sociale (crisi di origine interna o esterna, in particolare seconda).

Dopo si ricostruisce sui rottami. Per un po' l'Italia riparte, con i suoi spiriti migliori. Ma poi ricade preda, sempre, dei suoi demoni antichi.

Va avanti così da almeno quattro secoli. Per quanto la mia (limitata) cultura storica mi rammenti.

Il ciclo italiano è restaurazione feudale-rivoluzione distruttiva. Ma, sotto, non cambiano i gattopardi. E' ora di finirla, di avere una fisiologia democratica.

E' il Karma italiano, la coazione a ripetere, perchè il nostro schema di valori è millenariamente bacato, fratturato, ipocrita.

Nonostante Francesco, il Risanatore. Quello non ancora capito, dopo nove secoli. Perchè troppo difficile e impegnativo (ma non per 7 milioni di volontari italiani..)

Anche oggi. La triade crolla di forza, e produce conseguenze negative, per tutti Noi.

Non potevamo sostenerla, nel mondo moderno (dove Cina e India stanno muovendo il pianeta in avanti, e all'arrosto).

Non c'è alternativa, cari Fazio, D'Alema, Berlusconi.

Dobbiamo andare oltre e fuori dai vecchi e perdenti schemi dei mammasantissima autocratici e di potere. Che accumulano disordine e infelicità fino all'ennesima e prossima eruzione italiota (che però distrugge fiducia).

Questa è la lezione che, a me come credo a Voi, consegna questo 2005 di guerre finanziarie, di ennesima sconfitta di una logica e di un sistema di doppi valori, di ipocrisie e di furbizie vecchio e decrepito, che non è stato seriamente riformato in tredici anni, ma che oggi viene al dunque.

In Italia se scommetti pulitamente da imprenditore e fallisci perdi persino la cittadinanza attiva. Invece se fai collusione sali all'empireo. Questa logica va rovesciata. Lo sanno milioni di giovani che hanno fatto anche un solo viaggio all'estero. E oggi sono tristi come me.

Ma oggi, dopo secoli, abbiamo una seria opportunità. Abbiamo Voce.

Chi può costruire la svolta? Un altro governo Berlusconi-Tremonti? Oppure Prodi (specie se svincolato da lobby occulte intra-uliviste)?

Lascio a Voi il giudizio. Personalmente, nonostante la tempesta, ho la barra dritta. Sul medio termine non la sposto di un millimetro. Io sono per il mio meno peggio personale: Romano Prodi (detto il maratoneta.... E la Flavia, che è pure meglio di Lui.

E mi fa piacere che Romano Prodi stia tenendo un atteggiamento di basso profilo, ma fermo (e sui problemi), nella vicenda.

Ormai si è capito che i dalemiani si stanno auto-affondando. Starà al partito dei Ds decidere quanti e quali danni (di immagine, di prestigio, di voti d'opinione) saranno disposti a pagare pur di tenersi dentro quel network di potere, e di fare quadrato intorno ad esso.

Mi pare che la Cgil e gran parte del mondo cooperativo (in primis toscano, ma anche lombardo) abbia già espresso una scelta precisa. Chiaramente divergente.


2) Il pericolo che corre l'Unione

Credo che, pur dentro la fase acuta di questa vicenda, un dato sia abbastanza certo.

La sensazione di giochi già fatti, di vittoria facile per l'Unione alle prossime elezioni, si sia ulteriormente ridotta, se non sbriciolata.

La questione Unipol ci consegna una prospettiva seria e preoccupante (che era nella storia, putroppo, della sinistra). La possibilità di un'astensione di massa dentro l'elettorato di opinione, da parte di coloro che non ce la faranno a sopportare il fetore che ne fuoriesce. E che prima simpatizzavano per Prodi.

Il tutto in presenza di una offensiva mediatica di Berlusconi che si annuncia (prevedibilmente) di grande dispiegamento di forze (e danari).

Facciamo un caso. Se (ripeto se) dovesse emergere come fondata l'accusa di Albertini a Penati e Bersani su un patto occulto con Gavio sulla Serravalle (prezzo gonfiato in cambio di un -esistente - appoggio su Unipol-Bnl) allora anche la questione del sindaco di Milano come si chiuderebbe?

Temo non a favore del centrosinistra, in una città piuttosto conservatrice, come è la mia.

E nonostante un Ferrante, persona perbene.

Con una vittoria dell'antipatica Moratti (non Milly). Ovvero di La Russa e di altri palazzinari che faranno di Milano un reticolo di banlieues....

Filippo Penati, il primo politco di sinistra eletto a Milano da molti anni, sarebbe forse anche l'ultimo per molto tempo.

Mi spiace dire queste cose, ma i magistrati sono al lavoro e almeno sui nostri blog è bene che ci si dicano le cose in faccia. In modo trasparente.

Non so, nè mi auguro che il caso Serravalle porti a una nuova fase acuta. Ma un qualsiasi lettore abituale del Corriere della Sera certi dubbi ormai se li è fatti, intercettazioni pubblicamente stampate alla mano.


3) La necessità di una svolta

a) Bisogna fare pulizia dentro l'Unione. Prima che sia troppo tardi e che il fuoco mediatico berlusconiano la prenda d'infilata.

Come minimo Consorte (e compagni di merende) devono dare immediatamente le dimissioni.

E così Bersani e Filippo Penati. Dobbiamo separarci da loro (e dai nomi che via via emergeranno) non per gogna (non odio nessuno) ma perchè si possano (eventualmente) difendere, ma al di fuori dell'Unione, senza costringere nessuno a fare quadrati autodistruttivi (vedi Fassino in tv nei giorni scorsi) ma con una chiara e netta separazione dei destini.

Fisiologica, quando si è sotto accusa di infettamento. Lo sa ogni medico decente, se vuole salvare l'organismo. Isolare l'infezione conclamata (o anche sospetta).

Chi è sotto accusa e indagato paga pegno. E esce (quantomeno temporaneamente) dal gioco politico e di potere. E' successo a Tabacci (che si è riabilitato, e bene), non vedo perchè non debba succedere per Penati e Bersani, o persino d'Alema.

Questo è il requisito minimo, piaccia o no, con cui l'Unione potrà tentare di affrontare la campagna elettorale minimizzando i danni creatigli dai dalemiani.

Su D'Alema non dico nulla, per ora. Lui è troppo abile e furbo. Si fa scudo del povero Fassino. Ho già scritto quello che è emerso di lui e sulle sue gesta. Se emergerà qualcos'altro, dirò. Che almeno si impegni a tacere, e eventualmente consideri incarichi all'estero.

Detto in italico: che se ne vada fuori dalle........

b) Se l'Unione non riuscirà a liberarsi dei dalemiani (come temo) si rischia una sconfitta. E allora credo ritorni attuale la tanto vituperata previsione-augurio avanzata questa estate da Mario Monti. Ovvero la necessità per l'Italia di una terza forza, di un grande centro di svolta.

La svolta è necessaria, la vuole l'Italia stufa dei tredici anni maledetti.

L'Unione stava articolando dei passi nella giusta direzione. Le primarie hanno creato (inattesa, ai politici e intellettuali - in disarmo - italioti) fiducia e anche stabilito un canale sano di finanziamento partecipato della politica.

Non è poco, se ci pensate.

c) Sono estremamente triste e depresso di questa fase acuta, di crollo puzzolente di pezzi di Furbolandia (anche nell'Unione) proprio perchè cominciavo a intravvedere un futuro sensato, e coerente con un Popolo Italiano che per un terzo si è messo in rete bidirezionale, dove ha diritto di parola e di scelta.

Un Popolo meraviglioso, di civiltà profonda che ha illuminato il pianeta.

Ma pazientemente schiavo da secoli di una doppia morale corrotta.

Ma che oggi forse può finalmente uscirne, giorno dopo giorno, concretamente e volontariamente, con la rete bidirezionale di Verità e di Coscienza Civica.

Il Popolo di Francesco, del cristianesimo vero, povero, vivo e concreto, non delle balle mitologiche e di potere che ci hanno appestato da Costantino in poi.

Sarebbe davvero paradossale che, in conseguenza alla sconfitta di tre poteri feudali, saremmo Noi, quelli che da anni qui sui nostri spazi aperti si battono (volontariamente e personalmente) per una nuova Italia, a prendercelo in quel posto. Cambiamo queste conseguenze. Cambiamo il Karma italiano, possiamo farlo.

Io non voglio finire la mia esistenza terrena come cornuto e mazziato. Non so Voi...

Contro il fetore degli spazi (feudali) chiusi però conosco una sola cura: tanta, tanta aria fresca e pulita.

Per questo propongo primarie di programma e un'accelerazione della democrazia partecipata in Italia. Basata sulla verità condivisa e sulle scelte chiare.

Insomma: buttiamo fuori i dalemiani, velocemente, e acceleriamo tutti assieme sulla democrazia moderna.

Altrimenti l'Unione perde e diamo il Paese in mano al principe dei furbi per altri cinque o dieci annetti.

Con danni enormi anche per chi, onestamente, la pensa diverso.

ciao (e combattiamo)

Beppe

   
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