Le feste mi colgono sempre impreparato...
Data: 28-12-2006 alle 14:27
Argomento: Pensieri e Parole


... arrivano, bussano alla porta e...

... arrivano, bussano alla porta e io sono ancora in pigiama o con il mestolo in mano.
Quest'anno mi stavo lavando i denti. Suona il campanello.
"Mdpifskdonlnfldsnf?"
"Siamo le feste"
"Gjklqwrt?"
"Siamo le feste. Sta lavandosi i denti?"
"Nsshh"
"Be', intanto apra e vada subito a sciacquare".
"Grz"
Ho aperto e sono entrato in quei tre minuti di terrore in cui hai ancora l'illusione di poter sistemare tutto prima che attraversino il vialetto, aprano il portone a vetri e risuonino alla porta. Tutto quello, ovviamente, che non hai sistemato in un pomeriggio intero.
Quando abitavo al sesto piano, la mia compagna aveva escogitato il sistema di chiamare l'ascensore al sesto. Gli ospiti, a quel punto, dovevano chiamarlo a loro volta e questo ci concedeva una cinquantina di secondi in pi¨. Era qualcosa.

Allora vado in bagno, sciacquo, mi infilo i pantaloni mentre contemporaneamente sprimaccio il divano, cerco la camicia, sbatto in biblioteca qualche decina di libri in cui ho continuato a inciampare per giorni, caccio sotto il letto le pantofole e le calze sporche, con la mano spolvero il tavolino, la mano mi si sporca di polvere, il tavolino non si pulisce affatto, cerco un fazzoletto per pulirmi la mano, lascio perdere, me la pulisco sui pantaloni con l'intuizione che tanto sono scuri non si vede, la polvere Ŕ grigia e si vede parecchio, pazienza, ho tirato l'acqua in bagno? controllo dopo intanto che ci fa quel bicchiere con incrostazioni secolari sul tavolino vicino alla poltrona? occielo la scrivania Ŕ una montagna di carta, sbatto tutto nell'armadio poi si vedrÓ, dio saprÓ distinguere i suoi come disse Arnaud Amaury abate di Citeaux, ricordarsi controllare sciacquone in bagno, le scarpe, dove sono le scarpe, lo sciacquone sicuramente non l'ho tirato, dove sono le scarpe, lo sciacquone, le scarpe.... il CAMPANELLO!!!!

Apro.
Sono le Feste.
Sorridono. Sono tutte luminose, belle ordinate. Io ci ho la camicia mezzo fuori dai pantaloni con lo sbrindello di polvere. E non ho lo scarpe.
"Auguri." fanno le feste.
"Auguri", faccio io. "Ehm... scusate.. sono un po' impresen..."
"Non si preoccupi. Anche se non Ŕ arrivato a fare tutto, non ha importanza. AvrÓ tempo. Intanto si sieda, qui con noi. Abbiamo portato da bere e un dolcetto che non potrebbe permettersi dato che Ŕ colesterolo alla stato puro solo sotto sembianze diverse. Ma si conceda questo strappo."

Mi siedo. Bevo lo champagne. Assaggio il colest... il mascarpone. Hmmmm.... com'era buona quella fragola come disse il maestro zen.

"E ora pensi agli amici, agli amori, alle persone cui vuole bene. Gli sorrida."

Come sono belle queste feste. C'Ŕ da fidarsi.
Chiudo gli occhi. Sorrido.

"AndrÓ tutto bene, vedrÓ", dicono le Feste.

E io gli credo.


Auguri a tutti!


Andrea









Questo articolo proviene da RCMagazine
http://rcmagazine.retecivica.milano.it

L'URL dell'articolo è:
http://rcmagazine.retecivica.milano.it/modules.php?name=RCM_News&file=article&sid=164