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Non solo un Senatore
Scritto da Paolo Romeo, pubblicato da Oliverio Gentile il 13-02-2006 alle 17:25
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E' opinione diffusa, per quanto sbagliata, che i Verdi siano assimilabili (e quindi superflui) ad altre forze e culture presenti nella sinistra.

La sinistra storica, com'è noto, è composta prevalentemente da correnti di area socialista e socialdemocratica (oggi rappresentate dai Ds e dai partiti che si richiamano alla storia del socialismo italiano) e da correnti di area comunista (oggi rappresentate  dai partiti come il PRC ed il PDCI più formazioni minori). Queste forze, in quanto partiti, affondano le proprie radici nella storia del Partito Operaio Italiano, fondato proprio a Milano nel 1882. Sempre a Milano si ebbe la prima sede del Partito dei Lavoratori, erede diretto del Partito Operaio Italiano e nato nel 1992.

I Verdi, invece, nacquero molti anni dopo e a seguito di un dramma che rese tutti coscienti di cosa significhi convivere con una fonte energetica, quella nucleare, non infinita in termini di durata e di reperibilità, ma il cui danno poteva provocare danni di durata millenaria. Si trattava dell'incidente di Chernobyl.

Quell'incidente spinse milioni di persone (sull'onda emotiva ma anche sull'onda della presa di coscienza che il occorre riuscire a trasmettere ai nostri figli ciò a noi era stato dato solo in prestito) a rendersi conto che oltre ai paradigma del salario e della redistribuzione del reddito attraverso il welfare, il sistema dei diritti si basava anche sui diritti civili, primo fra tutti il vivere in un ambiente sano e non inquinato. Da questa presa di coscienza nacquero i Verdi.

Nella loro storia i Verdi hanno compiuto molti errori ma hanno anche saputo trasmettere un modo di essere e di stare, a sinistra, diverso da quello basato sulle ideologie. Ciò ha consentito a numerose persone di ritrovarsi nelle loro battaglie anche radicali senza necessariamente dover aderire al gioco di "chi sta più a sinistra".

Personalmente imputo ai Verdi italiani un impegno tardivo sui temi dell'economia e delle questioni sociali, ma questo difetto dovrebbe essere sufficiente a capire che essi non erano e non sono assimilabili alla cultura prevalente della sinistra, troppo spesso basata (almeno nel passato) su teorie economiciste. Tuttavia la forte presenza dei Verdi sulle tematiche relative ai "diritti civili", spesso ma non necessariamente, a fianco dei Radicali ha connotato quella forza politica come strumento capace di aggregare attorno a sè sensibilità di "sinistra liberale" presenti in numerosi piccoli (anche se ignorati) ambiti. Oggi nel mondo Verde abitano esponenti con sensibilità assai diverse le une dalle altre ma sicuramente compatibili con larga parte di ciò che è il pensiero della sinistra odierna. Compatibili in quanto complementari, non certamente sostitutive o sostituibili.

Nel piccolo mondo dei Verdi italiani vi sono perciò persone molto attente alle tematiche tipiche delle sensibilità liberali e libertarie, diritti degli individui in primo luogo, e fra queste collocherei senza alcun dubbio esponenti verdi con una storia politica sicuramente molto diversa fra di loro: Fiorello Cortiana (Senatore della Repubblica) e Maurizio Baruffi (Consigliere Comunale a Milano). Abbiamo conosciuto ambedue in RCM, il primo per l'impegno diretto nel fare di questa rete un luogo partecipato, vivibile e aperto a tutti. Il secondo lo conosciamo per l'attenzione che presta alle argomentazioni espresse circa la città e per la serie di comunicati che ci fornisce sui temi cittadini.

Io vorrei spendere due parole in più sulla necessità che non solo i Verdi ma tutta la comunità telematica ha nel mantenere molto salda la presenza in Parlamento di un Senatore autorevole perchè competente, ma soprattutto appassionato ai temi della telematica consapevole e libera. Giustamente Fiorella De Cindio ci ha ricordato Marzio Tremaglia, uomo di destra la cui morte ha rappresentanto (al di là delle considerazioni umane) una perdita anche in termini di lungimiranza della politica rispetto ai temi della telematica civica. E altrettanto giustamente ci ha ricordato che in Parlamento oggi siede una persona che con altrettanta lungimiranza e sensibilità si batte non per una telematica di parte ma per una telematica libera.

Cortiana rappresenta una fonte autorevole di informazioni per noi che viviamo la telematica cercando di renderla utile ai cittadini, ma anche un canale insostituibile di nozioni ed informazioni per un Parlamento in cui si parla spesso di argomenti che non si conoscono ed in cui troppo spesso, non diversamente da altrove, il computer è un qualcosa che "te schiscett el butun e lu el và..." ( mi perdoneranno i puristi del milanese, spero, ma il concetto è quello :-) ).

Milano è il centro di molte cose (non sempre bellissime) e vuol esserlo anche di molte altre di cui vorremmo essere orgogliosi il più possibile. Fra queste vi è sicuramente il fatto che Milano esprime una competenza cui personalmente farei molta fatica a rinunciare.

L'appello al momento è quello che viene rivolto al Presidente dei Verdi perchè torni sui suoi passi. Naturalmente i Verdi sono poi liberi di decidere qualunque cosa, esattamente come gli elettori.

Paolo


Questo il testo con cui è stata presentata la petizione che invito Verdi e non, a sottoscrivere.


Lettera aperta a Alfonso Pecoraro Scanio
Dal link: http://www.petitiononline.com/230652FI/petition.html

Sappiamo che nelle prossime ore i Verdi decideranno definitivamente sulle proprie candidature alle prossime elezioni politiche.

E sappiamo che Fiorello Cortiana non sarà incluso negli eleggibili, data anche la sciagurata legge elettorale vigente.

Fiorello Cortiana si è dimostrato, nei fatti, uno dei migliori parlamentari d'Italia.

Ha aperto una nuova cultura al mondo politico italiano. Il suo valore viene riconosciuto anche da parti avverse.

Fiorello ha costruto un rapporto costante con una rete di cittadini che oggi conta un italiano su tre: internet.

Ha sviluppato e diffuso la cultura dell'apertura e della partecipazione, dal software Open Source (che oggi dà lavoro a centinaia di migliaia di famiglie, in primis giovani), ai formati aperti nella Pubblica Amministrazione, alla diffusione delle licenze Creative Commons nei contenuti personali creativi e pubblici.

Fiorello ha combattutto in prima persona la battaglia contro una legge ingiusta e punitiva, l'Urbani. E l'ha sostanzialmente vinta insieme alla rete e con un'opera in gran parte bipartisan. Se non abbiamo oggi continue retate di giovani utenti della condivisione su Internet lo dobbiamo, tra i parlamentari, massimamente a lui.

Se abbiamo oggi una proposta alternativa giusta e positiva: la libera contribuzione fissa sui diritti d'autore (flat), lo dobbiamo principalmente a lui.

Fiorello ha sviluppato importanti connessioni internazionali, con le più avanzate esperienze internazionali nella diffusione di Internet come rete di cultura e di riscatto dalla povertà (si pensi ai suoi legami con il Brasile di Gilberto Gil).

Oggi Fiorello Cortiana (e lo si è visto al vertice di Tunisi dell'Onu) è la voce, pacata e positiva, dell'Unione sui temi dei diritti nella grande innovazione, che ci coinvolge tutti.

Per questo chiediamo al segretario dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, di recedere sulla decisione di non candidare Fiorello Cortiana in posizione effettivamente utile a una sua rielezione come parlamentare.

Sarebbe una scelta del tutto folle per i Verdi e per l'Unione privarsi di questa risorsa.

Rivolgiamo quindi un appello accorato al Segretario e al vertice dei Verdi perchè invertano chiaramente la loro decisione in tema di rielezione di Fiorello Cortiana.


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